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Visualizzazione dei post da 2013
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TANTI AUGURI... DALL'ERA DELLA DISSONANZA

Vi faccio tanti auguri di buon Natale e buon anno nuovo! E vi lascio con una bella notizia per il 2014: sarà pubblicato il mio libro L'Era della Dissonanza, vincitore del premio Kipple di quest'anno. Di seguito l'articolo originale.

Matteo Barbieri vince il Premio Kipple 2013, con "L'era della dissonanza" L'autore è nato a Reggio Emilia nel 1985. La scrittura lo ha attratto sin da bambino e da allora scrive cose di ogni genere con una predilezione per il Fantastico. Traduttore di test…

NEIL YOUNG: LIVE AT THE CELLAR DOOR 1970

Trovarsi nelle mani un nuovo live d'archivio di Neil Young in periodo dicembrino è sempre un piacere. Un piacere sia perché penso, "bene, un altro tassello degli Archivi è fuori (sebbene non proprio quello che avrei voluto)", sia perché so già in partenza che la musica arderà di fuoco vivo, scalderà via il freddo dell'inverno. E mi catapulterà in un'epoca che non potrà mai più essere vissuta, in un'atmosfera in cui è necessario perdersi ogni tanto a cadenze regolari. In Live at the Cella…

COUNTING CROWS: 20 ANNI LIVE

La quantità di dischi live dei Counting Crows è pari a quella dei loro dischi studio, e sono usciti quasi tutti nell'ultimo decennio, il che è un record in soli 20 anni di carriera. Che i Crows siano amanti delle performance live lo dimostrano i continui tour in madrepatria (rarissimi invece quelli fuori dai confini USA), ma la discografia live della band è solo per metà davvero valida e interessante.
Forti del successo dei loro primi anni e della magia delle loro canzoni, versatili come quelle del fol…

COUNTING CROWS 2002-08: HARD CANDY & SATURDAY NIGHTS

Di tre anni in tre anni si arriva al 2002, all’uscita di Hard Candy, disco ancora diverso dai precedenti che proietta i Crows verso una maggiore popolarità. Premesso che non c’è un cattivo album dei Counting Crows, questo è forse l’album che più risente dell’influsso mainstream. Duritz ha detto di essersi concentrato sui riff, sulle strofe e sui ritornelli, per creare canzoni orecchiabili con un sapore anche un po’ retrò (sempre in senso westcoastiano). Ci riesce in parte; l’album tende involontariamente a spezza…

COUNTING CROWS 1996-99: RECOVERING THE SATELLITES & THIS DESERT LIFE

Recovering The Satellites esce tre anni dopo August, nel 1996, come un’ideale seguito del primo lavoro. Il sound si fa più pieno, a tratti più standard, più commerciale – inoltre, qui Duritz canta molto dei problemi legati all'essere famoso – ma l’impatto è comunque forte: ci sono brani-icona della band come “A Long December” o “Angels Of The Silences”, ci sono cose più particolari come “Mercury” e “Monkey”, c’è una lenta al pianoforte, “Miller's Angels”, ci sono “Recovering The Satellites”, “Children in B…

COUNTING CROWS 1993: AUGUST AND EVERYTHING AFTER

I Counting Crows nascono all’inizio degli anni 90 e con il primo singolo, “Mr. Jones”, e il primo album, August and Everything After, diventano subito celebri nel panorama della musica rock e pop. La loro musica è mainstream, ma ciò non è sinonimo di becera commercialità. La loro musica, in effetti, è la dolce risposta westcoastiana al ruvido grunge che imperversava in quegli anni. I Crows incarnano l’ideale moderno di West Coast, di gruppo californiano, attento ai molti e controversi aspetti della propria carrie…

PEARL JAM 2013: LIGHTNING BOLT

Se con Backspacerla avevo considerata un abbaglio, con Lightning Bolt devo purtroppo ammettere che la tendenza discendente dei Pearl Jam è iniziata, e duramente anche. Prendiamo i singoli degli ultimi tre album (in 7 anni) e mettiamoli a confronto: “World Wide Suicide” eccellente (dall'omonimo disco del 2006, l'ultimo capolavoro), “The Fixer” passabile (da Backspacer, 2009), “Mind Your Manners” indecente (da Lightning Bolt). Il nuovo album dei Pearl Jam arriva dopo 4 anni e purtroppo ripete, o peggio supe…

BREVE STORIA DEL SOUL (pt.2)

GLI STILI
Detroit (Motown) soul Dominato dalla Motown di Berry Gordy, è un soul fortemente ritmico e influenzato dalle radici gospel. Il sound della Motown include i battiti di mani, una potente linea di basso, violini e campane. La band locale della Motown erano i Funk Brothers.
Deep soul / Southern soul / Country soul Genere di soul emerso negli Stati Uniti del Sud, originato da una combinazione di stili: blues (sia blues in 12 misure che “jump blues”), il country and western, il primo rock and roll, e una forte i…

BREVE STORIA DEL SOUL (pt.1)

Il soul è un genere musicale che ha le sue origini negli Stati Uniti e combina elementi della musica gospel e del rhythm and blues. Secondo la Rock and Roll Hall of Fame, il soul è “la musica che sorge dai neri in America attraverso la trasformazione del gospel e del rhythm and blues in una forma di testimonianza laica e funky”. Ritmi accattivanti, accentuati dai battiti delle mani e dai movimenti del corpo, sono una caratteristica fondamentale della musica soul, come anche il botta e risposta tra il solista e il…

THE LOST PAIR: MEDITERRANEAN & HOMEGROWN

Free conjectures about two released albums that have always fascinated me among the many aborted projects by Neil Young.

Mediterranean: Neil’s Life Aquatic

“Young had water on the brain throughout his Amsterdam sojourn and, apart from voicing the need for a house boat, spoke eagerly of a batch of new songs with a common aquatic theme. Suddenly, it seemed appropriate to record them on an island. Ibiza was deemed a suitable choice and Elliot Mazer named as the probable produced. Young then went on to discuss six son…

NEIL YOUNG'S FIRST DRAFTS (1968-72) pt.2

The double live LP (1970-71)
As we said before, between Crazy Horse’s Oh Lonesome Me and Neil Young’s After The Gold Rush, Neil thought of a double album with both live performances of old songs and new ones recorded in studio. The following draft for a possible tracklist dates back to March 1970, when Crazy Horse were playing at the Fillmore. Young notes that sides 1 & 2 are live, sides 3 & 4 are studio (source: Archives).

NEIL YOUNG'S FIRST DRAFTS (1968-72) pt.1

Neil Young’s First Drafts: this is a view into the transformation process between the first idea for a new record and the album actually published. It’s part of the artist's creative process and part of the magic behind the records we love. Thanks to Archives Vol.1 we have now many information about the “backstage” of the first four albums, from Neil Young (1968) to Harvest (1972). Archives shows us some of Neil’s first tracklists for these albums and the original manuscripts of the songs, some of which were …

CLIFFORD D. SIMAK (PT.6) : VARIAZIONE SUL FANTASY

Pellegrinaggio incantato (1975) si colloca prossimo alla fine della carriera di Clifford Simak e rappresenta bene la sua idea di “fiaba fantasy” con elementi fantascientifici e una forte attenzione umanistica. Qui, un bizzarro gruppo di pellegrini (tra cui uno studioso e alcune creature incantate) si mette alla ricerca di una fantomatica biblioteca attraversando terre insidiose. Insegue quindi le ragioni tipiche della ricerca simakiana: la sete di conoscenza, la scoperta di nuovi orizzonti, il ripudio della banali…

CLIFFORD D. SIMAK (PT.5) : UN DITTICO SIMBOLICO

La bambola del destino (1971) non è un romanzo di fantascienza, ma è ambientato su un pianeta ignoto; non è un romanzo fantasy, ma parla di un pellegrinaggio e di creature fantasiose; non è una allegoria, ma offre tante sfaccettature e significati. Cos'è, dunque? È Clifford Simak nella sua ultima fase, nella quale sembra elevarsi al fantastico-fiabesco, dove paesaggi e azioni hanno pura valenza simbolica, la suggestione fa da padrone e l'epilogo è la soluzione che racchiude il senso di quanto è stato narra…

CLIFFORD D. SIMAK (PT.4) : UN MANIFESTO INFINITO

Il villaggio dei fiori purpurei (1965) è il romanzo che per Clifford Simak rappresenta il passo precedente a quel manifesto che sarà Infinito, due anni dopo.I temi cari all'autore, nonché l'ottimismo del primo periodo, si evolvono in una visione intrisa di un fondamentale dubbio. In questo romanzo, nel rurale borgo di Millville avviene il contatto con una civiltà aliena che si presenta sotto forma vegetale. Frattanto nel borgo si notano cose strane: compaiono aiuole di fiori purpurei, telefoni senza fili, …

CLIFFORD D. SIMAK (PT.3) : NOI E GLI ALIENI

Camminavano come noi (1962) costituisce un momento di cambiamento nella poetica di Clifford Simak: appartiene al primo periodo della sua carriera e rappresenta il passo successivo al trittico Oltrel'invisibileAnni senza fine L'anello intorno al Sole, verso quel punto di svolta radicale che sarà Infinito (1967). Il cambiamento lo si avverte un po' nello stile – la narrazione in prima persona e forse più vicina alla semplicità di certa sci-fi dell'epoca – e un po' nelle tematiche accennate. …