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OPEN MUSEUM



Racconto, 44 pagine

Delos Digital (collana Futuro Presente), 2020


Lo sguardo di Greta tornò a perdersi nel futuro, il suo e quello di Bea. Perché finalmente era a portata di mano. Serviva solo una prova per dimostrarlo al resto del mondo.

Greta è una madre single che cerca di dare un futuro a sua figlia, Bea. L’unica speranza di una vita migliore è diventare cittadine di fascia Beta, risalendo la rigida scala sociale di una Milano prossima ventura. La chiave si nasconde in un sinistro reality show che illumina i televisori delle case… Da Matt Briar, autore di Terre rare (Watson Edizioni), un racconto elegante e riflessivo, sullo sfondo di un’Italia non troppo lontana nel tempo e nelle storture sociali.
(dal comunicato stampa di Fantascienza.com)

Disponibile in ebook:
Recensioni

Ci ho intravvisto una critica alla società di oggi, ma non mi sbilancio troppo, dico solo che Matt Briar mi ha dato quello che volevo su questo aspetto. Se poi vogliamo parlare di messaggio, ce ne sono diversi tra le righe: innanzitutto ho colto la superficialità delle fasce e il “razzismo” che queste classi sociali hanno l’una verso l’altra. C’è inoltre da menzionare anche il fatto che la nostra protagonista fa di tutto per poter scalare tale fascia, con l’ingenua speranza che tutti i propri problemi possano sparire.
Leggere Distopico (recensione di Alex Coman)

Matt Briar è abile nel tenerci con il fiato sospeso durante l'intera narrazione e, nonostante la brevità del volume, riesce a dire tanto sia sulla società che sui personaggi descritti grazie ad un sapiente uso dei dettagli. Open Museum è una storia potente nonostante l'apparente tranquillità dei toni, in grado di creare uno straniante senso di attesa e, al contempo, di oppressione grazie a tutto ciò che rimane "non detto". Ai lettori il compito di immaginare "ciò che è stato" e trarre le proprie - più opportune - conclusioni.
Il Salotto Letterario (recensione di Caterina Franciosi)


Interviste

"Open Museum è un racconto di 44 pagine classificabile come fantascienza sociale e distopica. Si ambienta in una Milano del prossimo futuro (o, come si dice, futuribile), piuttosto orwelliana o dickiana in molti suoi aspetti. Ci sono impianti di brain-marketing che ti fanno sognare spot commerciali, impianti di riciclaggio piuttosto schizzinosi che te la fanno pagare cara se distrattamente butti dentro qualcosa di sbagliato, caste sociali molto selettive che ti permettono o meno l’accesso a mezzi pubblici, cure sanitarie, un’istruzione decente, eccetera, e sopra tutto un reality show di grande successo, ma molto sinistro, dove chi partecipa è destinato a restare famoso per l’eternità… solo in un modo molto più letterale che metaforico. Gli spunti sono tanti, condensati in poche pagine, mi sono proprio divertito. Il racconto è nato dall’immagine di questa giovane mamma, Greta, con questa figlioletta sveglia e simpatica al suo fianco, Bea, per la quale farebbe tutto. La sua volontà e la sua forza sono al centro della storia. Parlo della forza di cambiare le cose, traendo il meglio anche dagli eventi più spiacevoli e umilianti, sporcandosi le mani se necessario, facendo girare a suo favore gli ingranaggi marci che regolano la società, quegli stessi ingranaggi che l’hanno messa ai margini. Il tutto per potersi assicurare una chance di sopravvivenza, una briciola di futuro per la figlia."


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