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ROBERT HEINLEIN: LA LUNA E' UNA SEVERA MAESTRA (STORIA DI UNA RIVOLUZIONE)



Robert Heinlein è un nome celebre nella fantascienza della seconda metà del Novecento: è autore di opere disparate per contenuti e stile, che vanno da pietre miliari quali Straniero in terra straniera, I figli di Matusalemme, Universo e La luna è una severa maestra, a serie di romanzi per ragazzi.
Questo romanzo, uscito originariamente a puntate nel 1965-66 e vincitore del premio Hugo, è tarato per un pubblico adulto in quanto propone una lunga e complessa vicenda di rivoluzione politica tra la Terra e la Luna, trasformata in una sua colonia penale, che presenta forti legami con la storia reale. Viene detto spesso che Heinlein abbia voluto trasportare sulla Luna, cioè in un contesto fantascientifico, uno spaccato della Guerra di Indipendenza americana, ma il testo è ricco di rimandi ancor più diretti alla rivoluzione proletaria marxista, alla rivoluzione russa e a quella cubana. Attraverso la storia di Manuel e Wyoming, che realizzano il sogno di indipendenza della colonia lunare mettendo fine al rifornimento spietato di beni che la Terra esige dalla Luna (qui la trama più dettagliata), Heinlein scrive quasi un manuale su come realizzare una rivoluzione, esprimendo varie considerazioni a riguardo tramite la voce dei protagonisti.
Heinlein comunica un messaggio di libertà limpido e forte: la libertà del popolo di ribellarsi a regimi totalitari e schiaccianti, e la libertà individuale di vivere senza sottostare ad alcuna forma di oppressione e sfruttamento. Il quadro che dipinge ritrae l'eterno scontro tra le ideologie capitaliste e quelle comuniste.
La società multietnica lunare si fonda sull'assoluta libertà sociale e individuale. Manuel si fa portavoce per esempio anche della libertà sessuale, dato che ci viene presentato come poligamo (questo elemento del romanzo, però, oggi risulta un po' naif e datato).


Al di là dell'aspetto socio-politico, il legame con la fantascienza non si limita allo sfondo. L'ambientazione nella colonia lunare e il contesto distopico del governo terrestre oppressore a una prima occhiata potrebbero sembrare solo un pretesto (per esempio, Noi marziani di Philip K. Dick, altro romanzo incentrato sulla critica sociale, si svolge in una colonia su Marte ma di fatto l'intento del romanzo è allegorico, perché parla delle nostre azioni sulla Terra). In La luna è una severa maestra c'è un elemento che fa da traino a tutto il resto, elemento che definirei asimoviano e/o clarkiano per il modo in cui viene gestito, il ruolo determinante che gioca negli eventi, il sapore a metà tra il tecnologico e l'umanistico, gli spunti di riflessione e speculazione che offre, nella miglior tradizione della fantascienza d'autore.
Si tratta di Mike, un supercomputer, un'intelligenza artificiale dotata di personalità e capacità cognitive. E' lui che fornisce la conoscenza strategica e i mezzi tecnologici alla ribellione, è lui che esamina le probabilità per determinare qual è la miglior azione. Sono le sue statistiche sul successo di un'eventuale rivoluzione che riescono ad accenderla, all'inizio.
Senza Mike la Luna non avrebbe mai raggiunto l'indipendenza. E' quindi simbolo del lato positivo del progresso tecnologico, una conoscenza tecnologica usata a buon fine (libertà) contrapposto all'uso negativo che ne fanno i terrestri (dispotismo), il che ci riporta al messaggio iniziale.


Due parole anche sullo stile dell'autore, che ho trovato sorprendente: ricco e complesso ma anche fluente e appassionante (al punto che mi ha ricordato certo Stephen King. e come King anche a Heinlein capita qui e là di essere un tantino prolisso). Il romanzo è narrato dal punto di vista del protagonista, è pieno delle sue considerazioni, le quali rispecchiano le convinzioni dello scrittore. L'unica pecca è la scarsità di dialoghi diretti in favore delle descrizioni, non tanto perché il testo diventi pesante (quasi mai), ma perché quei pochi dialoghi sono molto belli, ben scritti, ed è un peccato non averne di più.
Infine, aspetto interessante è l'uso da parte di Heinlein di un crogiolo di lingue che rappresentano la società multiculturale sviluppata sulla Luna, un vero e proprio melting-pot. Vi sono per esempio molti termini che fanno riferimento alla lingua russa, sebbene nella traduzione questo aspetto venga inevitabilmente diluito.




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