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CROSBY & NASH - WIND ON THE WATER


Nella progressione sofferta di “Bittersweet” di Crosby (ma anche in quella di “Love Work Out” di Nash) si riassume il taglio di questo capolavoro. Persino superiore all'esordio Crosby/Nash del 1972, questo disco del 1975 afferra il cuore. Non è solo per la qualità delle canzoni, che vengono da un periodo davvero creativo per i due e che abbracciano l'intera gamma dei temi che hanno più a cuore (sentimenti, pacifismo, ecologia) in modo intelligente, che riesce ad andare oltre le utopie proclamate dal primissimo periodo di CSN. Il sound è caldo e curato e allo stesso tempo spontaneo (e l'edizione cd rimasterizzata, Universal MCA, 2000, lo valorizza nel modo giusto). Ogni canzone esce letteralmente dai solchi con il raro pregio di avvolgere l'ascoltatore. Ogni strumento ha il suo spazio in un missaggio che non lascia vuoti, e ciascun dettaglio sembra uscire nel momento in cui vi si fa l'attenzione. Le voci di C&N poi sono pure e magiche come sempre. Un album che cresce ad ogni ascolto, paragonabile a If I Could Only Remember My Name di Crosby (1970) o a On The Beach di Neil Young (1974).


L'album si colloca in un momento di stasi per Crosby Stills & Nash, dopo il megagalattico tour di CSN&Y del 1974 e il tentativo fallito per un nuovo disco. Questo per colpa – a sentire Young – dell'insufficienza di nuovo materiale da parte di CSN. A Crosby e Nash però, quando si mettono al lavoro per questo album tra aprile e settembre 1975, le nuove canzoni non mancano di certo. Alcune erano già apparse col supergruppo (“Homeward Through The Haze” e “Taken At All”, quest'ultima rimasta inedita). Ma il tipo di musica che facevano Crosby e Nash, così come quella di Young, per la sua natura intimistica aveva bisogno di un rapporto più stretto tra il musicista e il pubblico di quanto potesse offrire un tour che riempiva arene con decine di migliaia di persone. La frustrazione fu tale che subito dopo C&N andarono per i fatti loro (così come Young e Stills che collaborarono per Long May You Run).
Wind On The Water trae la sua forza anche dall'arrangiamento: Danny Kortchmar alle chitarre, Craig Doerge alle tastiere, Leland Sklar e Tim Drummond al basso, Russ Kunkel alla batteria. Musicisti di punta della scena californiana dei Settanta che, come rivelano le note nel booklet del cd, “offrirono a David e Graham qualcosa di cui CSNY non erano mai stati capaci: una band in grado di estendere la loro visione senza far straripare la propria agenda, e sulla cui stabilità potevano contare”.
Vi sono inoltre apparizioni occasionali, come Jackson Brown in “Love Work Out” e James Taylor in “Carry Me”, quest'ultima una canzone che parla della morte della madre e del nuovo rapporto di Crosby con una donna. In “Take The Money And Run” Nash non si risparmia nell'accusare la sua vecchia band, gli Hollies. “Bittersweet” di Crosby si lega direttamente allo stile ipnotico “come di una corrente oceanica” di suoi brani celebri come “Guinnevere” e “Everybody's Been Burned”, e fu scritta e registrata in una giornata.
“Naked In The Rain” venne scritta a quattro mani. “Critical Mass”, il prologo di “To The Last Whale”, fu inciso nel 1970 per l'album solista di Crosby, che racconta: “è stato un esperimento stile Bach in una stanza per l'eco, […] una delle migliori piece di pura musica che abbia mai fatto”. Nash sovraincise poi la sua parte e la collegò a “Wind On The Water”, canzone che si rifà dalle vacanze di mare che Crosby, Stills e Nash erano soliti fare sul veliero di Crosby. Nel suo complesso “To The Last Whale” è una delle canzoni più significative di Nash.
“Cowboy Of Dream” (Nash) si ispira alla reunion con CSN&Y, e in particolare a Young. Di “Fieldworker” Nash racconta (nelle note alla canzone sull'antologia Reflections): “nel 1975 fui invitato a un party dal mio amico David Geffen. Migliaia di dollari erano stati spesi, ogni cosa era impeccabile. […] Più tardi guidai verso i magazzini alimentari dei lavoratori immigrati nella città di Delano. Inutile dire l'assoluto contrasto con Los Angeles da cui provenivo, […] mi disturbò profondamente.”
Crosby: “Lavorare con Nash era una gioia totale, lui ha joie de vivre, conosce se stesso, è una guida, è intelligente e mira all'eccellenza, e in più è un gentleman. Era tutto quello che si poteva desiderare da un amico e da un collega. Alcuni album sembrano raccolte di canzoni individuali. Questo album era incredibilmente coesivo. Come se avessimo invitato tutti i pezzi a un party e tutti fossero venuti.”
Le session gettarono le basi anche per gran parte dell'album successivo: Crosby e Nash rinnovarono infatti subito il sodalizio e, nel 1976, conclusero il loro terzo disco, Whistling Down The Wire.

Commenti

  1. Critical mass - Wind on the Water è semplicemente sublime... mi dovrò decidere a mettere anch'io qualcosa loro, hanno fatto veramente tanto per la musica (e per me)!

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