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PEARL JAM 2003-06: LOST DOGS & OMONIMO

[Update 29.6.2012]
Era difficile credere che una antologia di b-sides e out-takes potesse essere così bella, eppure lo è. Anche se non ha l'integrità di un album, anche se raccoglie materiale di vari momenti, è ugualmente e incredibilmente potente. Unite in un ordine pensato, molte di queste inedite avrebbero costituito un grandioso album. Lasciare nel buio (o come rare b-side) canzoni come “Sad”, “Fatal”, “All Night”, “Hitchhiker”, “Education”, “Dead Man”, “Strangest Tribe” era uno scempio, nientemeno. E meri…

PEARL JAM 2000-02: BINAURAL & RIOT ACT

[Update 29.6.2012]

BINAURAL (2000)
Binaural rappresenta, a mio parere, il primo dei capolavori dei Pearl Jam, a cui seguirà due anni dopo Riot Act. Binaural è il loro "viaggio al termine della notte": nero, cosmico, deviante (lo chiamano art-rock). Lo stile ormai "classico" dei PJ c'è ancora tutto, nella musica e nei testi di Vedder. Ma c'è qualcosa in più, quello che nei dischi precedenti affiorava ogni tanto spettralmente. "Light Years", "Nothing As It Seems", "T…

PEARL JAM 1996-98: NO CODE & YELD

[Update 29.6.2012]


NO CODE (1996) No Code, similmente al successivo Yeld, è un disco di passaggio. Contiene un po' di tutto ciò che i Pearl Jam avevano fatto finora, in termini di sonorità, risultando un disco intenso e variopinto, senza l'ombra di ripetitività o riciclaggio. Naturalmente non è un disco solido quanto i tre precedenti, e come saranno quelli dei primi anni 2000. Si inizia anche ad avvertire qualche spruzzo di sperimentalismo; la grinta discende leggermente verso una certa introspezione musical…

PEARL JAM 1994-95: VITALOGY & MERKIN BALL

[Update 29.6.2012]
VITALOGY (1994) L'impatto di Vitalogy è ancora diverso dai precedenti due album: anche il “rigore” di Vs. viene rotto. L'oscurità di Vitalogy vive di vita propria e rappresenta già un post-grunge di altissimo livello. Il disco inizia con sonorità tra le più pesanti dei Pearl Jam, per poi prendere una strada tutta scossoni e zigzag tra le allucinanti “Tremor Christ”, “Satan's Bed”, “Aye Davanita”, gli scherzi schizoidi di “Bugs” e “Pry To”, e il timbro classico dei PJ rappresentato da …

PEARL JAM 1991-93: TEN & VS.

[Update 29.6.2012]


TEN (1991)
Ten contiene già tutta la musica che i PJ faranno nei vent'anni successivi. “Oceans” e la hidden track dopo “Release” rimandano al lato sperimentale (art-rock?) di un disco come Binaural, “Black” e “Release” alle lente catartiche che si snocciolano lungo tutta la loro discografia. E tutti i rock più duri a... tutti i rock duri dei PJ, album dopo album!
E pensare che ho letto da qualche parte una frase del tipo “i PJ si sono rovinati quando hanno suonato con Neil Young”. Ma per piace…

JOHN LEE HOOKER

John Lee Hooker nacque il 22 agosto 1917 nel mezzo del Delta del Mississippi, undicesimo figlio di mezzadri delle piantagioni della cosiddetta "cotton-belt" nel sud degli Stati Uniti. Pochi anni dopo la madre, John e il patrigno Will Moore si trasferirono vicino a Vence, Mississippi. “Avevamo una grande fattoria con maiali e galline e avevamo sempre da mangiare. Non ho mai patito la fame”, disse. Fu precocemente influenzato dalla musica ascoltata alla radio e dagli spirituals, i canti della chiesa, e r…

NEIL YOUNG & JACK KEROUAC: ESSENZIALMENTE CANADESI

L'idea di oggi: l'arte di Neil Young e di Jack Kerouac può anche essere americana, ma loro sono essenzialmente canadesi. Gli Stati Uniti non hanno diritto esclusivo alle loro icone con radici straniere, specialmente al confine nord. E se c'è qualche dubbio in proposito, due prove evidenti sono apparse indipendentemente sul magazine canadese The Walrus. In un articolo su Neil Young, originario dell'Ontario, Alexandra Molotkow dice che “tende a considerarlo come americano”, visto il ruolo seminale d…

NEIL YOUNG: LE NOISE

Non ho mai pensato che Neil Young avesse smesso di scrivere belle canzoni, anche nel dibattutissimo decennio appena concluso. Lo considero un artista completo, a tutto tondo: la creatività non può essere sempre allo stesso livello e un artista ha bisogno di cambiare per non fossilizzarsi. Quando esce una nuova opera, la si deve considerare nel contesto generale dell'autore. Con Young si fanno spesso i confronti sbagliati. Piantiamola di nominare After The Gold Rush o Tonight's The Night e fare questo genere…

KEROUAC: DIARIO DI UNO SCRITTORE AFFAMATO

Si potrebbe dire, estremizzando, che quasi ogni giorno della vita di Jack Kerouac è riportato nell'oceano di taccuini, diari e prosa ordinatamente trascritti a macchina che questo piccolo grande uomo ha lasciato dietro di sé. Una vera estensione di se stesso, del suo pensiero, della sua mano: la pagina scritta, immortale, in qualunque forma (prosa, poesia, haiku, improvvisazione, diario, appunto, script teatrale, recensione). Se per trovare le origini di Jack Kerouac state pensando di rivolgervi ai suoi primi…

KEROUAC: ORFEO EMERSO

“Si era fatta sera nell'intervallo tra una goccia di pioggia e il clic di una lampada” Jack Kerouac, Orfeo emerso

A 23 anni, nel 1945, Jack Kerouac frequenta la Columbia University di New York e conosce il gruppo di intellettuali che diventerà il nucleo della Beat Generation: Allen Ginsberg, William Burroughs, Lucien Carr e altri. Già votato a essere scrittore sin dalla tenera età, Jack ha alle sue spalle una lunga e disparata serie di esperienze letterarie che, man mano, gli stanno indicando la strada giusta…

VISIONI DI JACK (parte 2)

Visioni del Jack inedito. La pubblicazione postuma di scritti più o meno completi ha permesso di dare uno sguardo all'incredibile quantità di pagine scritte che Jack Kerouac ha prodotto nel corso della sua vita. Dagli scritti giovanili, ai racconti, alle bozze di romanzi, ai taccuini e diari di una vita intera, non c'è momento nella vita di Jack in cui lui non si sia trasferito nella pagina scritta. La sua vicenda umana è interamente percorribile grazie alla scrittura: un'estensione di se stesso che lo…