"Non sarà mai quello che voglio dire, sarà almeno la sua eco" (Borges)
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PEARL JAM & VEDDER 2008-09: INTO THE WILD & BACKSPACER
[Update 29.6.2012] Il 2008 ha visto Eddie Vedder cimentarsi con la colonna sonora dello straordinario film Into The Wild di Sean Penn. L'album è di musica per lo più strumentale e acustica in uno stile caro a Eddie, il cui primo strumento fu proprio un ukulele (come il suo padrino Neil Young). Disco molto bello, ricco d'atmosfera, il cui unico difetto è l'essere troppo breve. Dai primi anni 2000 Vedder ogni tanto, in concerto, propone qualche pezzo acustico di suo pugno.In Backspacer, il disco dei Pea…
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PEARL JAM 2003-06: LOST DOGS & OMONIMO
[Update 29.6.2012]Era difficile credere che una antologia di b-sides e out-takes potesse essere così bella, eppure lo è. Anche se non ha l'integrità di un album, anche se raccoglie materiale di vari momenti, è ugualmente e incredibilmente potente. Unite in un ordine pensato, molte di queste inedite avrebbero costituito un grandioso album. Lasciare nel buio (o come rare b-side) canzoni come “Sad”, “Fatal”, “All Night”, “Hitchhiker”, “Education”, “Dead Man”, “Strangest Tribe” era uno scempio, nientemeno. E meri…
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PEARL JAM 2000-02: BINAURAL & RIOT ACT
[Update 29.6.2012]BINAURAL (2000)
Binaural rappresenta, a mio parere, il primo dei capolavori dei Pearl Jam, a cui seguirà due anni dopo Riot Act. Binaural è il loro "viaggio al termine della notte": nero, cosmico, deviante (lo chiamano art-rock). Lo stile ormai "classico" dei PJ c'è ancora tutto, nella musica e nei testi di Vedder. Ma c'è qualcosa in più, quello che nei dischi precedenti affiorava ogni tanto spettralmente. "Light Years", "Nothing As It Seems", "T…
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PEARL JAM 1996-98: NO CODE & YELD
[Update 29.6.2012]NO CODE (1996) No Code, similmente al successivo Yeld, è un disco di passaggio. Contiene un po' di tutto ciò che i Pearl Jam avevano fatto finora, in termini di sonorità, risultando un disco intenso e variopinto, senza l'ombra di ripetitività o riciclaggio. Naturalmente non è un disco solido quanto i tre precedenti, e come saranno quelli dei primi anni 2000. Si inizia anche ad avvertire qualche spruzzo di sperimentalismo; la grinta discende leggermente verso una certa introspezione musical…
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PEARL JAM 1994-95: VITALOGY & MERKIN BALL
[Update 29.6.2012]VITALOGY (1994) L'impatto di Vitalogy è ancora diverso dai precedenti due album: anche il “rigore” di Vs. viene rotto. L'oscurità di Vitalogy vive di vita propria e rappresenta già un post-grunge di altissimo livello. Il disco inizia con sonorità tra le più pesanti dei Pearl Jam, per poi prendere una strada tutta scossoni e zigzag tra le allucinanti “Tremor Christ”, “Satan's Bed”, “Aye Davanita”, gli scherzi schizoidi di “Bugs” e “Pry To”, e il timbro classico dei PJ rappresentato da …
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PEARL JAM 1991-93: TEN & VS.
[Update 29.6.2012]TEN (1991)
Ten contiene già tutta la musica che i PJ faranno nei vent'anni successivi. “Oceans” e la hidden track dopo “Release” rimandano al lato sperimentale (art-rock?) di un disco come Binaural, “Black” e “Release” alle lente catartiche che si snocciolano lungo tutta la loro discografia. E tutti i rock più duri a... tutti i rock duri dei PJ, album dopo album!
E pensare che ho letto da qualche parte una frase del tipo “i PJ si sono rovinati quando hanno suonato con Neil Young”. Ma per piace…
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JOHN LEE HOOKER
John Lee Hooker nacque il 22 agosto 1917 nel mezzo del Delta del Mississippi, undicesimo figlio di mezzadri delle piantagioni della cosiddetta "cotton-belt" nel sud degli Stati Uniti. Pochi anni dopo la madre, John e il patrigno Will Moore si trasferirono vicino a Vence, Mississippi. “Avevamo una grande fattoria con maiali e galline e avevamo sempre da mangiare. Non ho mai patito la fame”, disse. Fu precocemente influenzato dalla musica ascoltata alla radio e dagli spirituals, i canti della chiesa, e r…- Ottieni link
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NEIL YOUNG & JACK KEROUAC: ESSENZIALMENTE CANADESI
L'idea di oggi: l'arte di Neil Young e di Jack Kerouac può anche essere americana, ma loro sono essenzialmente canadesi. Gli Stati Uniti non hanno diritto esclusivo alle loro icone con radici straniere, specialmente al confine nord. E se c'è qualche dubbio in proposito, due prove evidenti sono apparse indipendentemente sul magazine canadese The Walrus. In un articolo su Neil Young, originario dell'Ontario, Alexandra Molotkow dice che “tende a considerarlo come americano”, visto il ruolo seminale d…- Ottieni link
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NEIL YOUNG: LE NOISE
Non ho mai pensato che Neil Young avesse smesso di scrivere belle canzoni, anche nel dibattutissimo decennio appena concluso. Lo considero un artista completo, a tutto tondo: la creatività non può essere sempre allo stesso livello e un artista ha bisogno di cambiare per non fossilizzarsi. Quando esce una nuova opera, la si deve considerare nel contesto generale dell'autore. Con Young si fanno spesso i confronti sbagliati. Piantiamola di nominare After The Gold Rush o Tonight's The Night e fare questo genere…- Ottieni link
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KEROUAC: DIARIO DI UNO SCRITTORE AFFAMATO
Si potrebbe dire, estremizzando, che quasi ogni giorno della vita di Jack Kerouac è riportato nell'oceano di taccuini, diari e prosa ordinatamente trascritti a macchina che questo piccolo grande uomo ha lasciato dietro di sé. Una vera estensione di se stesso, del suo pensiero, della sua mano: la pagina scritta, immortale, in qualunque forma (prosa, poesia, haiku, improvvisazione, diario, appunto, script teatrale, recensione). Se per trovare le origini di Jack Kerouac state pensando di rivolgervi ai suoi primi…- Ottieni link
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KEROUAC: ORFEO EMERSO
“Si era fatta sera nell'intervallo tra una goccia di pioggia e il clic di una lampada” Jack Kerouac, Orfeo emersoA 23 anni, nel 1945, Jack Kerouac frequenta la Columbia University di New York e conosce il gruppo di intellettuali che diventerà il nucleo della Beat Generation: Allen Ginsberg, William Burroughs, Lucien Carr e altri. Già votato a essere scrittore sin dalla tenera età, Jack ha alle sue spalle una lunga e disparata serie di esperienze letterarie che, man mano, gli stanno indicando la strada giusta…
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