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PHILIP K. DICK (PT.24): L'ULTIMA, DIVINA TRASMIGRAZIONE



I due libri che completano la Trilogia di Valis dopo Valissono Divina Invasione e La trasmigrazione di Timothy Archer. Come già detto parlando del primo romanzo (vi consiglio di recuperare l'articolo qui), si tratta di opere ben distinte ma con tematiche comuni. A differenza di Valis, questi due sono più romanzi in senso classico e meno "documenti" (il secondo in particolare rientra appieno nel genere fantascientifico), ma rimangono ancora fortemente caratterizzati dalla religione e dal misticismo, cioè il fil-rouge dell'ultima opera di P. K. Dick.
Divina Invasione è la storia di Manny Asher, un orfano nato nella colonia terrestre su un pianeta lontano, e del suo patrigno, Herb, in coma dopo l'incidente che ha ucciso la madre di Manny. La mente di Herb rivive il passato all'interno del mondo onirico del coma, da lui reale almeno finché non si rende conto di alcuni strani risvolti. Manny, invece, grazie all'incontro con una bambina molto particolare, apprende la sua vera natura: è il Messia, tornato sulla Terra per scontrarsi con Belial, una delle incarnazioni di Satana.
I personaggi del romanzo hanno un parallelo con figure chiave delle sacre scritture (contrariamente a Valis, però, più della tradizione ebraica che non cristiana): Dio, Giuseppe, la Madonna, il profeta Elia. Dick scrive dunque la storia del secondo avvento del Salvatore sfruttando il pretesto fantascientifico dell'invasione dallo spazio, in un modo che potrebbe far ricordare Le tre stimmate di Palmer Eldritch. Sempre attingendo alla fantascienza e ai trascorsi dell'autore in questo genere, la trama si snoda tra colpi di scena e realtà sovrapposte (quella virtuale di Herb, quella reale di Manny), un po' come Ubik, risultando tutt'altro che semplice da sbrogliare alla prima lettura.
Nonostante la palese distanza stilistica, la forza del romanzo è la stessa di Valis: la ricerca teologica e di significato. Se nel primo libro della trilogia l'oggetto dell'indagine era Dio, Divina invasione esplora invece lo scontro tra Bene e Male, qualcosa di inevitabile ma anche irrisolvibile in quanto le due forze sono metà complementari, necessarie entrambe per l'equilibrio cosmogonico dell'universo.


La ricerca dei fondamenti della cristianità riprende in La trasmigrazione di Timothy Archer, che (almeno a mio personale parere) è la vera gemma della Trilogia di Valis. Il vescovo Timothy Archer è convinto di aver scoperto la verità su Cristo all'interno di alcuni papiri della setta Zadochita, secondo cui il credo attribuito a Cristo sarebbe in realtà molto antecedente e la figura del figlio di Dio probabilmente non è mai esistita davvero. Nei papiri si parla anche di un composto, l'anokhi, in grado di condurre alla visione del solo e vero Dio. Archer, incline a una vita poco ortodossa, si getta a capofitto in questa ricerca sparendo dalla circolazione. Ma la vera protagonista è Angel, la migliore amica dell'amante di Archer, Kirsten, morta suicida. Occupandosi del figlio di Kirsten, malato di schizofrenia e convinto di essere la reincarnazione del vescovo, Angel ricostruisce la storia di Archer.
L'ultimo lavoro di Dick è la summa delle ossessioni che da sempre ricorrono nella sua narrativa: le comunità controculturali degli anni 60/70 (va sottolineato che il romanzo inizia il giorno dell'omicidio di John Lennon nel 1980, evento visto come una definitiva spaccatura culturale e generazionale), le droghe come esperienza mistica, le complesse relazioni familiari e sessuali, il rifiuto del perbenismo e del puritanesimo della vecchia società americana di derivazione britannica, la messa in discussione di assunti fondamentali (in questo caso della religione più diffusa al mondo) e la conseguente ricerca della verità (che si rivela un'azione difficile, vana e persino fatale).
Nel ripercorrere le vicende che la legano al vescovo Archer, Angel ambisce a una risposta suprema che di fatto è la possibilità di una salvezza dopo una vita di fallimenti ed errori. Archer è il primo romanzo dickiano narrato in prima persona da una figura femminile (cosa che peraltro ci permette di apprezzarne lo stile ancora diverso da Valis e a Divina Invasione). La voce di Angel viene considerata da molti quella di Jane, la sorella gemella di Dick morta poche settimane dopo la nascita. In questo senso il romanzo sarebbe il tentativo da parte di Dick, la parte maschile della coppia, di riunirsi alla sorella e rinascere assieme in una nuova forma finalmente completa.


Non da ultimo Archer è il tentativo meglio riuscito, o forse l'unico davvero riuscito, di fondere la narrativa mainstream (obiettivo che Dick ha sempre tentato di perseguire durante la sua carriera) e la speculazione fantastico/scientifica. La trama, peraltro, sembra sembra preludere a tutta una generazione di film e romanzi fanta-storici, da Indiana Jones Il codice Da Vinci, dove archeologia, religione e manufatti mistici fanno da padrone. Certo, Archer è un'opera cupa, pessimista, triste e ossessiva, dove ancora una volta l'umanità è ritratta (attraverso singole persone) come sfinita, priva di certezze, sballottata tra i presunti poteri superiori e le proprie auto-narrazioni, incapace di discernere le due cose. Esattamente come Buster non era in grado di separare la verità dalla menzogna nel culto del Mercerianesimo in Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Per questo il romanzo potrebbe sembrare un testamento deciso consapevolmente, ma non è così: Dick muore per infarto nel marzo 1982 senza alcun preavviso. Stava elaborando un nuovo testo, The Owl in the Daylight, che avrebbe probabilmente confermato l'inizio di una nuova fase letteraria, forse meno fantascientifica e più mainstream (o magari postmodernista). E con l'uscita al cinema di Blade Runner, proprio nell'82, Philip K. Dick avrebbe forse raggiunto la meta tanto bramata: essere un Autore con la A maiuscola, universalmente riconosciuto e apprezzato. Purtroppo per lui, e per tutti i suoi lettori, non è andata così... almeno in questa realtà.

Divina Invasione

La trasmigrazione di Timothy Archer

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