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KING: 22/11/63 (2011), C'È SEMPRE UNA PORTA DA VARCARE

C’è una parte dello Stephen King cantastorie a cui piace indugiare con malinconia sui ricordi del passato, come facciamo tutti. Questi ricordi si riferiscono alle sue vecchie storie, le fondamenta del suo universo poetico. Allora cosa sceglierà, King, se il protagonista del suo nuovo romanzo ha bisogno di andare indietro nel tempo, agli anni della presidenza Kennedy? Facile: lo spedirà in uno dei luoghi che hanno significato di più – e che hanno più significato – del suo personale universo: Derry, la cittadina di…

KING: CELL (2006), DELLA DE-GENERAZIONE

Con Cell Stephen King scrive una variante modernizzata del classico plot della Notte dei morti viventi e la trasforma in una delle visioni dell’Apocalisse a cui è legato sin dagli albori della carriera (L’ombra dello scorpione). In questo romanzo l’umanità viene decimata da un impulso che i telefoni cellulari “inviano” al cervello delle persone azzerando la loro cultura e devolvendole agli istinti più violenti e primitivi. Ma c’è anche qualcosa di più (e di sovrannaturale): i “cellulati” sono come dei ripetitori …

BREVE STORIA DEL COUNTRY (pt.2)

3. Il folksinger e l'Honky Tonk: anni 30 e 40
I decenni 30 e 40 sono considerati come la Seconda Generazione Country. Intorno agli anni 40 si assiste, da una parte, alla codificazione del country classico e, dall'altra, alla nascita della figura del folksinger con valori di nomadismo e ribellione. Negli anni 40 nasce un nuovo stile prominente, che codifica definitivamente il country per come lo intendiamo oggi: è l'honky tonk, derivato dal western ma basato sulla voce e il canto piuttosto che sulla st…

BREVE STORIA DEL COUNTRY (pt.1)

1. La musica rurale bianca tra 800 e 900 La musica rurale americana a cavallo tra Ottocento e Novecento viene eseguita dai coloni provenienti dall'Europa, che si sono insediati già da secoli nella zona degli Appalachi e nel West. Riuniti nelle cosiddette strings band, il loro repertorio si basa sulle ballate dei loro paesi d'origine; sono quindi musiche del Vecchio Mondo e in particolare inglesi, scozzesi e irlandesi. Gli strumenti sono quelli tradizionali europei (il mandolino italiano, il violino irlande…

WILLIE NELSON (IL FUORILEGGE)

La fama di Willie Nelson è nata con il movimento dell’Outlaw Country (“country fuorilegge”) degli anni 70, e da allora è rimasto un’icona nella cultura popolare americana. Tra gli Outlaws, Nelson è quello che si è dimostrato maggiormente eclettico, oltre a essere diventato – parallelamente a Johnny Cash – una icona americana vivente: i suoi capelli rossicci divisi in due lunghe trecce sono inconfondibili. La sua musica e il suo stile peculiare ne hanno fatto una leggenda musicale che è stata capace di cambiare ra…

DAVID EDDINGS: IL CICLO DI BELGARIAD

La Fanucci ha ristampato il primo volume del Ciclo di Belgariad in un'edizione bella ed economica, che contiene i primi due libri della saga fantasy. L'occasione è troppo ghiotta per non approfittarne. Eddings è uno scrittore di fantascienza benché sia diventato famoso grazie a questa saga, originale sotto molti aspetti. La storia parte in modo abbastanza classico: il ragazzo qualunque si trova coinvolto, insieme all'anziano mago, nella ricerca di un talismano rubato che non deve cadere nelle mani del…

CONSIGLI PER RIMANERE AGGANCIATI ALLA FANTASCIENZA

Una Top 10 dei libri di fantascienza non è argomento facile. Leggo spesso su Anobii qualcuno che cerca disperatamente di classificare... Non sarebbe facile nemmeno fare una Top 100 degli autori. La fantascienza si è evoluta parecchio nel corso di un secolo, rinnovandosi in modo intelligente e al passo con i cambiamenti. Anche limitandosi al periodo d'oro, ovvero alla fantascienza classica, il panorama è talmente vario che, per stilare una classifica un minimo obiettiva, si dovrebbe aver letto migliaia di…

M. JOHN HARRISON: IL CICLO KEFAHUCHI

Prendete le suggestioni kubrickiane di 2001 Odissea nello Spazio e mettetele insieme alle distopie allucinate di William Burroughs. Il risultato sarà abbastanza simile a Luce dell'universo di M. John Harrison. È uno scrittore inglese per nulla famoso da noi, ma grazie a lui la New Wave letteraria inglese ha saputo reinventarsi in modo estremo (e anche anticipare filoni come il cyberpunk; Harrison scriveva già prima di William Gibson). Light (il titolo originale) è un trip. E' difficile esaminarlo, in realt…

STEPHEN STILLS 1968-71: L'ESORDIO SOLISTA

La creatività sfaccettata di Stephen Stills emerge prepotentemente nei suoi primi lavori, ispirati, freschi e del tutto personali. Stills, il più virtuoso tra Crosby, Stills & Nash, vanta molte collaborazioni con grandi chitarristi, incluso Jimi Hendrix. Una prova della sua abilità di polistrumentista e songwriter è stata sicuramente la band dei Manassas, purtroppo di vita breve. Anche il primo e il secondo album solisti raccolgono brani indimenticabili (anche se solo una è rimasta tra i cavalli di battaglia …

NEIL YOUNG & CRAZY HORSE: PSYCHEDELIC PILL

Dopo un paio di svolte brusche negli ultimi anni, Young ci sta riservando sorprese molto positive di questi tempi. Prima Le Noise, poi il ritorno dei Crazy Horse per due album uno di seguito all'altro: Americana, cioè le prove generali della reunion, e ora Psychedelic Pill, doppio disco di brani inediti che si può dire siano stati partoriti in sala di registrazione. Il Cavallo torna con il pieno di carburante... o di fieno, se preferite. Non c'è molto da commentare su Psychedelic Pill in quanto rappresenta…

CSN: AFTER THE STORM (1994)

“Dopo la tempesta”: davvero un titolo significativo per questo disco, che segna il ritorno di Crosby, Stills & Nash in ottima forma. La tempesta degli anni 80 era stata musicale (gli scarsi American Dream e Live It Up) ma anche personale (la gravissima dipendenza da droghe di David Crosby e le sue grane legali, ma anche il meno noto abuso di cocaina da parte di Stills). After The Storm ci riporta al sound e allo stile compositivo dei 70, pur con ispirazioni di tipo diverso, il ritorno a una maturità che sarebb…

CSN: LIVE IT UP (1990)

Solitamente non è bene giudicare un disco o un libro dalla copertina. In questo caso, però, Crosby, Stills e Nash sulla Luna che arrostiscono wrustel – è questa più o meno l'idea che suggerisce, sbaglio? – non si fa prendere molto sul serio. Che sia il punto più basso della loro discografia è fuor di dubbio, tuttavia non lo si può bollare come spazzatura punto e basta. Non sono tanto le canzoni ad affossare questo album, metà delle quali pregevoli (anche se molte sono collaborazioni o scritte da altri autori)…

KING: NOTTE BUIA NIENTE STELLE (2010), BALLATA PER QUATTRO OMICIDI

I quattro racconti di questa antologia (o almeno tre su quattro) sono piuttosto diversi dal solito King. Pur continuando la tradizione delle antologie contenenti quattro racconti lunghi, siamo su tutt'altro pianeta rispetto a Quattro dopo mezzanotte e Stagioni diverse. In effetti potrei azzardare che Notte buia, niente stelle ci presenta un King inedito: una fusione tra quello dei vecchi classici anni Ottanta e quello dell'ultimo ventennio (lo stesso che ci ha dato la trilogia di romanzi al femminile, che …