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P. K. DICK: LA SVASTICA SUL SOLE (UN MONDO DI CONFLITTI)



Con La svastica sul sole, scritto nel 1961 e premio Hugo l'anno dopo, Dick riprende a scrivere fantascienza dopo una pausa dedicata agli ultimi tentativi nella narrativa senza genere. E riprende con maggior convinzione perché comincia a sfruttare maggiormente il potenziale della fantascienza per arricchirlo a sua immagine e somiglianza, fondervi all'interno le proprie ossessioni, tutte fortemente connesse alla natura dell'essere umano.
Il romanzo che partorisce sarà tra i più influenti della sua epoca, specie tra quelli che parlano di ucronie. Dick riscrive la storia immaginando che la Germania e il Giappone escano vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale e si spartiscano il resto del mondo. In questo scenario opprimente troviamo Frank, un ebreo sotto mentite spoglie, che produce imitazioni di manufatti americani da immettere sul mercato dei facoltosi collezionisti giapponesi. A subirne le conseguenze sarà un negoziante, Childan, che lavora in questo settore. La cultura made-in-USA è infatti oggetto di culto, rappresentativa dello spirito di libertà appartenente al passato, il sogno americano ormai precluso.
Troviamo anche Joe, di origini italiane, in missione sotto copertura per uccidere l'autore di un libro sovversivo intitolato La cavalletta non si alzerà più. Nel suo viaggio incontra una donna, Joanna, con cui instaura una relazione che ne segnerà il destino. La cavalletta parla di una storia alternativa dove i nazisti hanno perso la guerra e gli Alleati hanno vinto. Ritrae quindi la realtà autentica, quella del Dick che scrive, la nostra.
Intanto il funzionario giapponese Tagomi è impegnato in accordi politici con l'imprenditore Baynes allo scopo di garantire il successo della Germania nei futuri viaggi interplanetari.

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La molteplicità di personaggi, idee e spunti riflessivi che Dick amalgama in La svastica è ricchissima, dunque è complesso delineare un giudizio in poche righe. Il cuore del libro sono i dualismi, i conflitti tra i doppi. Tutte le linee narrative si basano sull'incontro-scontro tra due personaggi (Joe-Joanna, Frank-Childan, Tagomi-Baynes). Il contesto stesso giustappone il nazismo tedesco (spietato) all'imperialismo giapponese (più morbido, al punto che sta incrinando il rapporto tra Giappone e Germania). E anche il regime nazista-imperialista si contrappone alla cultura americana originaria, così come l'oriente rispetto all'occidente (dualismo, questo, particolarmente evidente nella linea narrativa di Tagomi e Baynes).
Il mondo del romanzo è in conflitto non solo con quello del lettore, ma anche con quello teorizzato dal libro sovversivo La cavalletta non si alzerà più. Lo pseudobiblium (termine che definisce un libro immaginario presente all'interno di un libro reale, come il famoso Necronomicon nei racconti di Lovecraft) è una parte attiva di La svastica sul sole. Dick ne cita ampi passaggi creando così una struttura a più livelli di realtà (meta-fiction). E non è il solo libro presente.
Ne viene menzionato anche un altro, reale questa volta, che riveste un ruolo ugualmente importante: l'I-ching, libro magico della cultura orientale, che offre tutte le risposte e decide il destino di chi vi si affida. Alcuni personaggi lo utilizzano all'interno del racconto, opponendo (per tornare ai dualismi) uno strumento che si fonda sulla spiritualità e sull'irrazionale ai calcolati meccanismi del disegno politico. Ma lo stesso Philip Dick si è affidato all'I-ching per completare la stesura del romanzo, portando il contrasto tra casualità e progettazione (in questo caso, di una trama) anche a livello reale.
Oppressione contro benessere, totalitarismo contro libertà: la quotidiana e spregevole realtà che rende gli uomini freddi e vuoti come macchine, contro la spiritualità e il sogno da cui l'uomo si lascia tentare. E storie che non finiscono, che non possono finire, vite di cui non ci è concesso conoscere l'epilogo supremo. Questa è la morale onnipresente in Dick, che in La svastica sul sole emerge in tutta la sua caleidoscopica, frammentaria complessità.


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