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SCISSIONE (SEVERANCE): STAGIONE 1



Ai dipendenti della Lumon viene impiantato un chip che scinde l'io in due persone distinte. L'"interno" vive la sua giornata da quando entra alla Lumon a quando ne esce per tornare a casa. A quel punto si risveglia l'"esterno" fino al mattino dopo, quando il ciclo ricomincia.
La Lumon patrocina la scissione per proteggere suoi progetti segreti. Nonostante siano scissi, i dipendenti svolgono mansioni di cui ignorano lo scopo e i reparti in cui lavorano vengono mantenuti isolati. Il fondatore della Lumon, Kier, ha stabilito un precetto per ogni cosa, azione o modo di pensare, instaurando un regime dogmatico simile a quello di una setta religiosa.
L'"esterno" di Mark (Adam Scott), di cui facciamo subito conoscenza, ha deciso di sottoporsi alla scissione per far fronte alla depressione per la morte della moglie. Intanto il suo "interno" viene eletto a nuovo capo-reparto della divisione Macrodata Refinement dopo il licenziamento del precedente, Petey. Il ruolo di refiner di Mark viene quindi assegnato a una new entry, Helly (Britt Lower), per la quale è traumatico venire a sapere della scelta della sua "esterna" di sottoporsi alla scissione. Helly sarà la prima a porsi seri interrogativi sulla legittimità della procedura e su quello che accade nei labirintici laboratori della Lumon. Anche Mark inizia a nutrire dei sospetti riguardo l'allontanamento di Petey. A ruota tutto l'ufficio vivrà esperienze che scardineranno le loro false sicurezze.


Scissione (Severance in originale) basa il suo fascino sull'atmosfera del thriller psicologico e fantascientifico, i tempi narrativi dilatati e la forte componente visiva che talvolta sfocia nel surreale. Altre serie hanno preso strade simili: penso a The Leftovers, con ottimi risultati ma forse un po' troppo surreali, e Messaggi da Elsewhere, che partiva alla grande ma deragliava nel finale. E non dimentichiamoci Dark e tutti i suoi precursori, da Lost indietro fino alla mitica Twin Peaks.
Insomma non si può dire che nel 2022 Scissione sia un prodotto nuovo. Ma è certamente una punta di diamante di un tipo di serie tv che non è per nulla facile realizzare e far piacere al pubblico. L'equilibrio della sceneggiatura, dello stile, delle interpretazioni, e di ogni sua parte, compreso il cliffhanger finale, rende Scissione il capolavoro che è fino all'ultimo episodio. Peraltro ha il merito di essere un soggetto originale scritto da Dan Erickson e prodotto insieme a Ben Stiller, il quale ha diretto quasi tutti gli episodi con un'ispirazione sorprendente. Nel cast anche Patricia Arquette, John Turturro e Christopher Walken.


Per come è stata realizzata, la serie coinvolge ed empatizza da subito con lo spettatore, almeno se non si è allergici ai tempi con cui le meccaniche vengono introdotte (non diventano mai eccessivi, ma certamente sono più lunghi della media dei prodotti tv di consumo). Oltre a questo, è significativa per i contenuti che affronta. A cominciare dall'alienazione dell'ambiente lavorativo della grande azienda, dove tutto è una facciata fasulla e persino i momenti ricreativi sono progettati nel minimo dettaglio; dove il dipendente annulla la sua vera personalità per essere dedito anima e corpo al proprio lavoro, senza le distrazioni del libero pensiero (una condizione di cui la scissione rappresenta ovviamente l'estremo). Una satira feroce che non risparmia nulla sul mondo delle corporation visto dall'interno.
Non da meno, l'imposizione sulla massa (da parte ovviamente di un'élite) di sistemi di controllo radicali quanto può esserlo un interruttore che accende e spegne un cervello, azionando personalità come si potrebbe azionare un'automobilina radiocomandata. La scissione è un'arma nelle mani di chi vuole dominare senza scrupoli. Questo è un topos della fantascienza umanistica, caro già a Philip K. Dick negli anni Cinquanta, che Scissione fa proprio e ripropone come variazione sul tema... forse nascondendolo anche troppo per colpa del solito spauracchio che circonda la parola fantascienza.
Riuscirà la stagione 2 (già confermata da Apple) a mantenere il livello? Difficile a dirsi. Con otto episodi così ben fatti, il rischio di rovinare tutto è dietro l'angolo. Il fatto che la stagione 1 non abbia un vero e proprio finale fa sperare che il seguito faccia parte dei piani originali di Erickson.


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