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SERIE TV: IL MEGLIO E IL PEGGIO DEL MIO 2019

Come ogni anno arriva il momento di tirare le somme di quello che si è visto, ascoltato o fatto nei 12 mesi precedenti. Per quanto riguarda le serie televisive che ho visto nel 2019 (attenzione, non sono per forza serie del 2019), ecco top & worst del mio palinsesto. 


Le 3 più deludenti. 

Doctor Who stagioni 9 e 10. Le ultime due stagioni con Peter Capaldi nei panni del Dottore annoiano e deludono per la superficialità della maggior parte delle storie, che ormai rasentano il livello di Disney Channel ostentando tutte le svolte politically correct. La nuova compagna di viaggio, Bill Potts, non ha nulla del carisma o del mistero delle precedenti. Peccato perche Capaldi è un grande Dottore, e se si arriva alla fine è solo grazie a lui. E dopo aver letto le recensioni della stagione 11, con la nuova gestione, per me il viaggio finisce qui.

Una serie di sfortunati eventi stagioni 1 e 2. L'avido conte Olaf vuole mettere le mani a tutti i costi sulla ricca eredità di due ragazzini orfani, ma ingannarli non sarà facile. Dopo i primi due episodi la sensazione è di aver scoperto una serie diversa dal solito, surreale, piena di umorismo nero, un po' alla Tim Burton vecchia maniera, con un protagonista (Neil Patrick Harris nei panni del Conte Olaf) da amare e odiare al contempo. Purtroppo però gli episodi ripetono sempre le stesse situazioni, gli stessi equivoci, le stesse gag, diventando via via meno divertenti e credibili, sempre più disneyani, e alla fine semplicemente noiosi. La serie non mantiene le promesse che fa all'inizio, procedendo svogliata. Persino Harris/Olaf per quanto bravo risulta in breve ripetitivo. Non a caso la serie si è interrotta alla seconda stagione, e come da peggior tradizione non ha un finale.

Altered Carbon stagione 1. Nel futuro l'identità umana può essere trasferita da un corpo a un altro, eludendo così la morte. Un detective viene assoldato per risolvere un caso di omicidio. Dal romanzo di Richard K. Morgan, una serie manieristica e stracommerciale che affossa gli interessanti spunti transumanisti offerti dal contesto. Per approfondire serie e romanzo, potete leggere il mio post precedente


Le 5 rivelazioni. 

The Man in the High Castle stagioni 1-4. La n°1 del mio 2019. Le ucronie sono affascinanti se riescono bene e questa, inventata dal folle genio di Philip K. Dick, è probabilmente la migliore sulla piazza. La serie tv parte da dove inizia il romanzo La svastica sul sole, rispettandone intenti e spirito, con il grande pregio di riuscire ad ampliarlo senza mai perdersi nel corso delle 4 stagioni. Di cosa parla? L'Asse ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, Germania e Giappone si spartiscono il resto del mondo, ma dopo la morte di Hitler anche il rapporto tra le due superpotenze si incrina. A destabilizzarlo ulteriormente, la resistenza americana è sulle tracce di misteriose pellicole che mostrano una realtà alternativa (la nostra?) in cui l'Asse ha perso la guerra. In questo contesto si dipana una moltitudine di storie, tutte bellissime: Juliana Crain (ribelle non per scelta, almeno all'inizio), Frank Frink (ebreo che cerca di nascondere le proprie origini), Robert Childan (antiquario specializzato in reliquie pre-guerra), Joe Black (spia nazista infiltrata nella resistenza), Nobusuke Tagomi (ministro giapponese che entra in contatto con l'altra realtà), John Smith (spietato colonnello nazista che deve fare i conti coi suoi stessi dogmi), Ispettore Kido (capo della polizia giapponese a caccia della resistenza).
Se avete letto il libro e già visto la serie (almeno le prime due stagioni) vi consiglio di leggere l'approfondimento contenuto nella rivista online (gratuita) Philosophy Kitchen #10, dedicato alla fantascienza.

Chernobyl (miniserie). Ne ho già parlato più approfonditamente in un precedente articolo. Sei puntate di cruda amarezza che raccontano uno dei peggiori disastri dell'umanità senza perdersi in frivolezze o dolcificare la questione, raccontando fatti che troppo a lungo sono stati nascosti al grande pubblico. Assolutamente imperdibile. 

Mr. Robot stagioni 1 e 2. Conclusa recentemente con la stagione 4, ho recuperato le prime due serie (per ora) e ne sono rimasto positivamente sorpreso. Una storia complessa di hacker rivoluzionari armati di tastiere e pc, di potere finanziario e profondi disagi esistenziali. Contemporanea e a suo modo raffinata. Eccezionale l'interpretazione del disturbatissimo protagonista (Rami Malek, sì, quello che ha ridato vita a Freddie Mercury).

Mr. Mercedes stagioni 1 e 2. Anche di questo eccellente adattamento dei romanzi di Stephen King ho già parlato più in dettaglio in un precedente post. Il motivo per cui la metto in questa lista è che la serie mi è piaciuta persino più dei libri. Il conflitto tra il dectedive Hodges e l'omicida Hartsfield, entrambi pieni di problemi e inquietudini, è più vero e avvincente che mai grazie alla bravura del cast e a una messa in scena intelligente, adulta e spietata. Un plauso in particolare per la prima stagione.

Dark stagione 2. Prosegue l'intricatissimo mistero che coinvolge la cittadina di Winden in vari momenti del tempo, dai primi del 900 al prossimo futuro. Se da una parte otteniamo più indizi su fatti e personaggi (dire spiegazioni sarebbe un eccesso di ottimismo!), dall'altra la trama continua ad aprirsi verso nuove direzioni, che mi auguro siano in grado di chiudersi dignitosamente nella terza e ultima parte prevista tra un anno o due. L'atmosfera e la tensione sono il piatto forte di Dark, consigliato a chi ha amato Twin Peaks, Lost (almeno le prime due stagioni), The Leftovers, X-Files. Perché vale la pena guardare Dark? Leggete qui


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