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SIMAK: L'ANELLO INTORNO AL SOLE (NUOVE TERRE SU CUI RICOMINCIARE)



Se c'è un romanzo che più di tutti potrebbe rappresentare Clifford Simak, questo è L'anello intorno al Sole (1952). Per due ragioni: primo perché l'autore stesso vi era particolarmente legato, secondo perché contiene tantissime idee originali e potenti, e riassume in modo elegante la visione dell'autore in questa fase della sua carriera.
Nel mondo raccontato da Simak succedono cose bizzarre. Per esempio nei negozi iniziano ad apparire oggetti di uso comune che, però, durano nel tempo praticamente in eterno (anziché andare incontro a quella che oggi chiameremmo obsolescenza programmata). Da dove vengano o chi li abbia fabbricati, è un mistero. Intanto gli scienziati annunciano l'esistenza di una serie di Terre parallele, “cristallizzate” nel passato, ognuna frutto di un percorso evolutivo a sé stante ma tutte prive della presenza umana. Dal momento che la nostra Terra è compromessa da inquinamento e sovrappopolazione, la promessa di un'infinità di paradisi da colonizzare fa immediatamente drizzare le antenne ai governi. Jay Vickers, il protagonista, si trova coinvolto in un complotto che sfiora i limiti del surreale, tra chi vuole invaderle e chi no, e arriva a scoprire nuove e fondamentali verità.
Quello di Simak è un universo sempre coerente con se stesso, con una certa continuità che è impossibile ignorare se si leggono le sue opere, almeno quelle fondamentali, in ordine cronologico (precisiamo però che l'autore non ha mai voluto realizzare di proposito un multiverso come contenitore delle sue storie). Viene comunque istintivo considerare L'anello intorno al Sole una sorta di sequel di Oltre l'invisibile e un prequel (uno di molti) di Anni senza fineAl cuore dell'universo simakiano c'è una tesi sul destino riservato agli esseri umani: la fuga dell'umanità dalla Terra a un altrove immensamente migliore in cui ricominciare. Questo altrove può essere ubicato in un'altra zona del cosmo o, come in questo caso, in una realtà parallela, anche se non è mai una mera questione di coordinate. Qui l'uomo finalmente fugge dai confini di un corpo ormai obsoleto e stanco e abbraccia un nuovo stadio dell'esistenza, a tutti gli effetti un nirvana.
Ma un'opportunità di questo calibro genera inevitabilmente conflitti e caos nella società materialista del presente, ed è qui che parte la vicenda di L'anello intorno al sole. Simak ci racconta un procedere di eventi in qualche modo predestinati: come fa notare Ugo Malaguti nella prefazione dell'edizione Elara, Vickers (e con lui il lettore) assiste agli eventi e vi riflette sopra, piuttosto che prendere parte attiva o influenzarli veramente. Al destino, dunque, non ci si può sottrarre.
Simak è un caso più unico che raro di "fantascientista rurale", se così si può dire. L'ambientazione della storia è tipicamente naturale: la campagna e i boschi dove Vickers trascorre gran parte del suo tempo sono paesaggi esteriori utili a rappresentare la sua mente. Da questo punto di vista è anche uno dei migliori simbolisti (ci sono opere successive, come La bambola del destino, in cui il simbolismo sarà ancora più spiccato). La bellezza ipnotica, la scrittura catartica e la densità di concetti e speculazioni rendono L'anello intorno al sole una lettura indispensabile.

  

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