FRITZ LEIBER: L'ALBA DELLE TENEBRE



«Esistono soltanto il cosmo e le entità elettroniche che lo costituiscono, senza anima o fine.»

In questo romanzo, Fritz Leiber mette in scena il controllo della società tramite il potere religioso. Da un lato la Gerarchia, una deriva della religione cristiana, dall'altro la Stregoneria, che rappresenta il culto di Satana. I primi dovrebbero essere i buoni, e i secondi i cattivi (tra cui milita persino un Uomo Nero), ma è ovvio già dall'inizio che non sarà così. La Gerarchia, il cui primo dogma è quello citato qui sopra, dimostra il proprio potere divino alla popolazione tramite uno spettacolo di effetti speciali, quelli che oggi sarebbero droni a led e proiezioni olografiche, oltre a campi di forza e fruste elettriche. La Stregoneria utilizza metodi più subdoli per infiltrarsi e sabotare la Gerarchia, e si pone come la forza (matriarcale) che vorrebbe emancipare il mondo dal dominio teocratico (patriarcale), e per questo viene perseguitata.
In seno a entrambi gli ordini troviamo fanatici, convertiti, doppiogiochisti e, naturalmente, corruzione e complotti. Leiber li utilizza per costruire una dinamica semplice, diciamo da b-movie, ma basata su un gioco di ruoli che ha un'enfasi teatrale, persino shakesperiana (non a caso: i genitori di Leiber erano attori di teatro). Il sermone di Fratello Jarles, il primo a dubitare del sistema, con cui tenta di aprire gli occhi al popolo nelle prime pagine del romanzo, è eclatante in tal senso.


Nel 1943, Leiber denuncia la dittatura teocratica, l'istituzione religiosa e tutte le forme di manipolazione dell'ignoranza, tema su cui altri grandi autori del Novecento verranno dopo di lui, non ultimo Jose Saramago. E ci dice che nessuno dei due ordini uscirà vincitore nella battaglia, essendo due lati della stessa medaglia: il crollo della dittatura, la Gerarchia, segnerà anche la fine della sua resistenza, la Stregoneria, dando l'avvio a una nuova epoca, forse finalmente libera, forse finalmente paritaria, ma forse no. L'unica certezza è l'incognita.
Un altro aspetto interessante è l'uso che Leiber fa della tecnologia, equiparata qui alla magia: è il principale strumento di dominio della Gerarchia sul popolo, e su questo L'alba delle tenebre è in netto contrasto con il positivismo imperante nella fantascienza classica, di cui fa parte si può dire solo da un punto di vista storico. D'altra parte il romanzo mescola la fantascienza con un tono di urban fantasy sovrannaturale che modernizza elementi gotici in un modo che non può non rimandare alle correnti fantastiche di vent'anni dopo, gli anni '60 e '70 di Matheson e poi di King, di cui Leiber si rivela anticipatore già dai suoi esordi, anche con un altro romanzo, Ombre del male, a cui ho accennato parlando del capolavoro di Leiber, Nostra Signora delle Tenebre.

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